Recensioni CD

 

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Contrasti in ottava rima dei poeti estemporanei (Altamante Logli, Gino Ceccherini, Elio Piccardi, Giacinto Bargiacchi)

Altamante Logli da Scandicci

Centro Studi Tradizioni        Popolari Toscane                 ToscanaFolk                                          Scandicci Cultura (2010)

 

                       ALTAMANTE LOGLI DA SCANDICCI

 Questo CD è un omaggio che il Comune di Scandicci offre ai cultori dell’ottava rima in occasione della Terza edizione del premio intitolato al suo concittadino scomparso il 3 luglio del 2007. Altamante è stato uno dei maggiori protagonisti nel campo della  poesia di improvvisazione. Già dopo la guerra, a cui aveva preso parte come soldato di leva, si inserisce presto fra i giovani poeti che affiancheranno i più noti bernescanti Gino Ceccherini e Elio Piccardi nella loro attività di cantori estemporanei. Insieme a loro, che lo chiamano “il poetino”, comincerà a frequentare il grande pubblico popolare, mentre il contrasto in ottava rima riscuoteva un discreto successo come spettacolo di piazza; correvano gli anni ’60 e in questo periodo furono pubblicati anche molti dischi microsolco che servirono a far conoscere il contrasto poetico al di fuori delle fiere e dei mercati, dalle feste calendariali alle feste dell’Unità, fino ai piccoli teatri di paese o di periferia. Ceccherini, Piccardi e Logli  sono anche i pochi poeti che ci hanno lasciato una testimonianza preziosa per la storia dell’improvvisazione. Questo CD che pubblichiamo contiene la rimasterizzazione di quattro rarissimi dischi dei contrasti in ottava rima pubblicati dalla SONIC di Carlo Dalla che riproponiamo per gentile concessione e con la sua autorizzazione e si aggiungono ai tre album già usciti (vedi in questo spazio la recensione). 

 Il progetto è la rimasterizzazione  sono realizzati a cura del Centro Studi Tradizioni Popolari Toscane.                                                       

Questi i titoli: LA CRISI DELLA BENZINA – LA DONNA E GLI ALLEATI – GIOVANOTTO E AMMOGLIATO – IL GRANDE APPELLO. (A.B.)

 

Lo scoglio verde                       Musica popolare dell’Isola d’Elba

Daniela Soria

Pegasus PG-0610012 (2010)

 

 Finalmente un album musicale dedicato all’isola d’Elba: LO SCOGLIO VERDE; l’ultimo CD di musica popolare della PEGASUS arriva oggi a colmare un vuoto che da troppo tempo si avvertiva nel panorama folcloristico della Toscana. Con questo lavoro la collana musicale creata da Paolo Casini si arricchisce di una perla quanto mai preziosa e rara, sia per il recupero di un materiale che stava per essere dimenticato e irrimediabilmente perduto, che per la professionalità degli interpreti che hanno collaborato alla realizzazione dell’opera. Naturalmente vogliamo mettere in primo piano il contributo della gente elbana: Sergio Rossi e Patrizia Piscitello che hanno messo a disposizione le loro ricerche  svolte negli anni ’70-’80 e che per primi si sono dedicati al recupero della tradizione orale dell’isola, la cantante Daniela Soria, cantante che firma l’album, Alessio Montagnani chitarrista e co-autore delle registrazioni, i Cori di Sant’Ilario e di S.Pietro che hanno eseguito i 22 brani contenuti nel CD che, come tutti gli altri prodotti dalla PEGASUS, è accompagnato da un libretto di 32 pagine con i testi e la presentazione in italiano ed inglese.       Fra gli interpreti ci fa piacere ricordare anche l’apporto di alcuni nostri associati ed amici che ci seguono ormai da oltre tre lustri: il mandolinista  Luca Marco Nistri creatore del complesso a plettro OTTOCENTO TOSCANO che, insieme ad alcuni elementi della sua orchestra, Alessia e Francesco Ciofi e Morando Tommaso, ha rielaborato e inciso per la prima volta una pregevole serenata per pianoforte del maestro elbano Giuseppe Pietri (l’autore delle musiche dell’operetta di Augusto Novelli L’acqua cheta). E ancora il fisarmonicista Paolo Biancalani, componente dello storico gruppo Maledetti Toscani, che interpreta un’antica melodia dedicata a Portoferraio; Jamie Marie Lazzara, la violinista che ha accompagnato per oltre dieci anni Caterina Bueno; Sandra Pieraccini, già fisarmonicista del Coro degli Etruschi e accompagnatrice di Lisetta Luchini e infine, lo segnaliamo per ultimo, il giovane Alessandro Casini ormai cresciuto (anche troppo) e qualcosa di più del bambino che a nove anni aveva dato un saggio della sua bravura impugnando le nacchere maremmane (vedi TOSCANA FOLK n. 10); lo ascoltiamo al clarinetto nella esecuzione di Serenata elbana, brano composto nel 1937 dal maestro Pietri; anche questa una prima pubblicazione su CD.                                                                                                           Con Lo scoglio verde la PEGASUS raggiunge  tredici album che raccolgono una cospicua parte della musica popolare Toscana. (A.B.)

 

 

 

 

 LA FENICE     Diffusione musicale

I CD del folklore toscano qui recensiti (collana MUSICA POPOLARE TOSCANA della Pegasus, Lisetta Luchini, Contrasti in ottava rima, Poeti del Mercato ecc.) si trovano da 
FENICE Diffusione Musicale
, Via Santa Reparata 8/b a Firenze,tel. 055/3928712
   www.dischifenice.it - e-mail  negozio@dischifenice.it

 

 

 

 

Lisetta Luchini

Gl'è tutto sbagliato gl'è tutto da rifare                                               musica “popolare” toscana

Produz. artistica Fabio Pianigiani 2010                   

 

Questa nuova incisione è un omaggio a Firenze, la mia bella città. Vi sono brani tratti dal repertorio “classico” fiorentino di Spadaro, Pietri, Bixio e una canzone nuova di Fabio Pianigiani: “Mi si schianta i’ core”.

Vi sono ancora brani tratti dal repertorio nobile e garbato dell’avanspettacolo che da “fine dicitrice”, tante volte ho cantato in teatro negli ultimi anni e infine brani scritti da me come “cantastorie” e quindi ballate su temi attuali. Che dire? Che fare? …niente, mi limito a cantare a metà fra passato e presente con il fugace sospetto che in fondo “gl’è tutto sbagliato e gl’è tutto da rifare!!!” Per me va bene lo stesso, tanto ormai lo so: ‘un mi viene a noia!

 

 

 

 

Riccardo Tesi & Maurizio Geri        Sopra i tetti di Firenze,                  Omaggio a Caterina Bueno              MATERIALI SONORI CD 90152 (2010)

 

 

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Struggente e bellissimo questo doppio CD che Maurizio Geri e Riccardo Tesi hanno dedicato a Caterina Bueno, un ritorno da professionisti sul sentiero aspro e tortuoso su cui avevano mosso i primi passi nel campo della musica folk, seguendo il lume che la grande Caterina portava dietro di sé, non curandosi di quanto sarebbe stato impervio e difficile il cammino intrapreso. Ci venga perdonato il riferimento alla metafora dantesca, che ci sembra quanto mai appropriato. Caterina ha poi affrontato il buio della notte (“quante volte hai chiesto aiuto” canta De Gregori) ma  ha lasciato un seme che è germogliato, quei giovani dal passo incerto ma pieni di speranze e di progetti che l’hanno seguita sono cresciuti, qualcuno anche troppo, e sono diventati cantautori, musicisti eccellenti, che hanno portato e portano ancora il canto popolare toscano in giro per il mondo. Il lume di Caterina ha permesso che la strada fosse meno impervia. Oggi due di quei ragazzi sono diventati grandi ma non hanno dimenticato quella scuola e quella maestra: “Sopra i tetti di Firenze” è un recupero della memoria che  ha visto riuniti i migliori protagonisti della canzone d’autore, un lavoro culturale che si classifica subito non solo come un doveroso e affettuoso omaggio all’amica e compagna di strada, ma anche come un segnale che la musica della tradizione ha ancora tante cose da dire, tanti insegnamenti da offrire. Alcuni di loro hanno intrapreso percorsi musicali diversi, sono diventati dei miti a cui guardano almeno un paio di generazioni, ma hanno voluto dare lo stesso un contributo: da Gianna Nannini a Francesco De Gregori, da Piero Pelù a Nada, cui si sono unite le voci di Carlo Monni, di Davide Riondino, di Francesca Breschi, il coro delle mietitrici di Scansano, e un raffinato insieme strumentale: il sax soprano di Daniele Sepe, la tuba di Riccardo Tarlini, la chitarra portoghese di Custodio Castelo. Il CD si avvale, oltre a Geri e Tesi che ne sono gli autori e i produttori, di un gruppo ben amalgamato che si compone di validi musicisti: Lucilla Galeazzi che completa la parte vocale e gli strumentisti Claudio Carboni, Stefano Melone, Filippo Pedol e Marco Fadda.                                   Vengono riproposti diciannove brani del repertorio classico di Caterina, da Italia bella mostrati gentile e 500 catenelle d’oro che facevano parte dello spettacolo diretto da Dario Fo nel 1966 a Teatro Carignano di Torino “Ci ragiono e canto” a Fagioli con le cotenne e La leggera delle donne che sono inseriti negli ultimi album pubblicati, “Caterina Bueno in spettacolo” e “Canti di Maremma e d’anarchia”.(A.B.).

     

SALVO SALVIATI

Ritorno qui

Accademia della Musica Città di Volterra (2009) 

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Prodotto e realizzato dell’Accademia della Musica Città di Volterra nella persona del Presidente Aldo Martolini, riprese audio del Maestro David Dainelli, arrangiatore, pianista, fisarmonicista e chitarrista; contiene diciassette brani tutti di carattere diverso, musicalmente parlando, rinnovati nella veste con fantasia e competenza ma uguali nel gusto ora ironico ora serio di Salvo, veramente un lavoro attento ed intelligente che sarebbe piaciuto senz’altro all’autore. Le persone che hanno contribuito in qualità di “amici di Salvo” alle registrazioni sono davvero moltissime e troppo lungo sarebbe l’elenco quindi vi consiglio di procurarvelo ed ascoltarlo chiedendo notizie direttamente ad Aldo Martolini: martolinialdo@libero.it .   Nei due brani da me interpretati, (Ragazzina e L’ultimo maggio), hanno suonato con me Jamie Lazzara, Aldo Martolini, Giampaolo Bartolozzi e David Dainelli . E’ stata davvero una bella esperienza e sono stata felice di condividerla con i musicisti che gravitano a Volterra intorno all’Accademia e al nuovo gruppo di musica popolare “La Tazza di Arianna”.

     

NARCISO PARIGI

Rispetti, ninne nanne stornelli

Pegasus PG-0309011 (2009)

  

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Con questo nuovo CD la prestigiosa collana della “Pegasus” aggiunge un prezioso contributo alla storia della tradizione popolare toscana. Si tratta della pubblicazione di alcuni brani tratti dalla  ricca  produzione discografica di Narciso Parigi; in particolare, la maggioranza delle tracce appartengono ad una raccolta di arrangiamenti inediti per molti anni conservati nel cassetto. Rispetti, ninne nanne e stornelli che fanno del C.D. una preziosa antologia di alcuni dei più famosi canti della tradizione popolare toscana che il cantante fiorentino ha da sempre inserito nel proprio repertorio discografico. L’edizione contiene tre vere “perle” nelle quali risaltano integre le grandi qualità di potenza e di stile di una voce che può essere considerata fra le più belle del Novecento: Adelina, Stornellacci confidenziali, L’esiliato Tutti questi canti, ben 17, sono stati incisi fra il 1958 e il 1980 e possono essere considerati un recupero di quel genere folclorico che Narciso, per primo, ha riproposto in un’epoca ancora lontana dalle ricerche filologiche condotte nei decenni che seguirono. Fra questi vogliamo citare la ballata dedicata alle ultime ore di Sante Caserio, la versione di una famosa ninna-nanna (È stato il vento), più conosciuta per la sua scollacciata parodia che non per i versi originali, e una serie di canti giocosi facenti parte del repertorio delle veglie nella campagna toscana. Il tutto accompagnato, come è sempre nelle pubblicazioni della “Pegasus”, da un libretto con la ricerca filologica e i testi tradotti in inglese che ne valorizza la confezione. (A. B.)

     

 

LA  TAZZA DI ARIANNA

Voci e canti toscani tra cosmo e campanile

Pegasus PG-0309010 (2009)

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Nei quattordici brani di questo disco, nei quali emerge, come una guida, la voce di Ricardo Raspi, sono contenute molte storie. Sono le storie dei canti, quelli delle musiche, quelli dei cantori, degli informatori, degli autori dei testi. Molte connessioni si intravedono, il mondo locale cui i canti fanno per lo più riferimento si allarga e si lega a territori e mondi ulteriori. Non ci sono più, scriveva Vittorio Santoli, tradizioni strettamente locali dopo la prima guerra mondiale che ha messo in contatto e prodotto scambi e contaminazioni tra i repertori delle molte italie regionali. Ora nel mondo globalizzato in cui ha un ruolo forte e ambiguo la world music, parlare di repertori locali avrebbe poco senso. Le tradizioni sono mescolate da sempre. Eppure fare il punto su un territorio, intervistare, documentare canti, è sempre una impresa utile, opportuna, rileva uno stato dell' arte e della tradizione (che è sempre in processo e in mescolanza). Anche avere fatto registrazioni, citare gli informatori che hanno fornito la variante di una canzone fa parte del mondo globale, che è quello che ci ha spinto a tutelare e ricordare i mondi locali. Quando facciamo ricerca sul campo, come ha scritto James Fernandes, da un lato tuteliamo e valorizziamo la differenza delle voci che ascoltiamo, dall'altro le facciamo conoscere e quindi le mettiamo a disposizione di nuovi ascolti, di nuovi viaggi che possono anche provocare una riduzione delle differenze che amiamo, e operare trasformazioni delle culture studiate. La Tazza di Arianna significa Riccardo Raspi, voce solista, Jamie Marie Lazzara, violino e voce, David Dainelli, fisarmonica, chitarra classica, basso, flauti e voce, Aldo Martolini, chitarra classica, mandolino e voce, Giampaolo Bartalozzi, chitarra folk, percussioni e voce. Un gruppo aperto a ospiti ed arricchimenti, che ha esperienze comuni e progetti comuni.(Pietro Clemente)                                                                                                                     

     

ALESSANDRO BENCISTA'

MARCO ROSSINELLI

 Il giramento di... Pontida

KZCD 1180  (2008) 

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Abbiamo presentato nel numero scorso, il CD di Marco Rossinelli prodotto da Carlo Dalla per ricoprire uno spazio lasciato vuoto dopo la quasi totale estinzione dei cantastorie e della loro produzione poetica e canora, diffusa prima coi fogli volanti, in seguito con i microsolco in vinile, infine col supporto digitale. Una produzione di nicchia che si può trovare soltanto nelle fiere e mercati affidata ai rarissimi ambulanti che ancora trattano questo genere merceologico, nel nostro caso Bruno Fella che insieme a Dalla ha prodotto questo CD dedicato all’ottava rima; ne sono interpreti, oltre all’autore anche Rossinelli, a cui sono piaciuti i temi di attualità politica che dai tempi di Ceccherini e Piccardi non venivano più riproposti in versione audio. Il CD presenta cinque contrasti in ottava rima (non improvvisati) composti far il 1993 e il 2004 che avevano già fatto la loro comparsa in pubblicazioni cartacee: 1) Senatore longobardo e deputato missino riciclato; 2) Senatore e cavaliere; 3) Pensionato e Ministro della Sanità; 4) Critico e architetto; 5) Gallo Nero del Chianti e canguro australiano. Un divertimento in rima per non lasciare ai soli poeti estemporanei il vasto campo della poesia in ottava rima; nulla di nuovo, questa strada era già stata percorsa in epoca non troppo lontana anche da poeti colti, da Leopardi a Giusti, da Tommaseo a Paolieri. (A.B.)

 

   

ANGELA BATONI TRIO

Canto alle radici

Batoni A.  ABT1108 (2008) 

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In questo nuovo album il Trio ripropone, in una nuova reinterpretazione anche musicale, alcuni dei canti più belli della tradizione toscana: stornelli, canti in ottava rima, rispetti, maggi, ballate. Altri brani invece, ispirati da eventi sociali del nostro tempo, sono stati composti dal Trio recentemente.Di questo nuovo CD Angela dice : " E' un piccolo tributo di canti alla terra e alla nostra storia, che ci auguriamo trovi il suo posto nella grande contraddizione del nostro tempo stretto fra il titanismo tecnologico e la consapevolezza di un necessario ritorno.     Noi col senso che la memoria è inestinguibile, siamo nel solco di coloro che tramandano e traducono. La tradizione è morta? Evviva la tradizione! In "canto alle radici" alcuni testi sono stati conservati nella loro forma originaria proprio perché eternamente contemporanei. Talvolta, invece, alcuni eventi di rilevanza sociale ci hanno spinto ad esprimere il senso della partecipazione, adattando alcuni testi già esistenti alle situazioni. E'  il caso di  "Genova", "Bella ciao senza frontiere"  e "La Cantata dei Partigiani senza nome". E' proprio nell'intervento di riscrittura anche musicale, che si approfondisce il senso della tradizione nel nostro tempo di rottura epocale. Ciò che ci è stato consegnato continua perché noi ci siamo e camminiamo sulla terra che è alle radici del canto."   

 

   

PAOLO POLI

Le più belle canzoni di Paolo Poli per i più piccini

RHINO WARNER MUSIC (2008)

  

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Avevamo già presentato Paolo Poli in uno dei nostri numeri, come cantante folk (forse a lui non piace essere definito così). – Cose da ragazzi ci aveva detto, incise alla buona in uno studio improvvisato… Ma noi sappiamo, e lo vogliami ripetere, che quel vecchio microsolco è una delle prime incisioni di canti popolari toscani, non a caso ripreso in parte da Dodi Moscati nel suo primo album folk , l’ellepì “Con i pugni alzati camminano, oggi introvabile ma riproposto dalla Pegasus (vedi TOSCANA FOLK n. 14).  Girovagando per negozietti sconosciuti  abbiamo rintracciato un C.D. rimasterizzato nel 2008 dalla Warner Music Italia, che ripropone tre vecchi microsolco incisi da Paolo nel 1965 per la stessa etichetta: Gli animali; Filastrocche dei bambini buoni e Poesie e filastrocche dei bambini cattivi; Giochi per i più piccini. In tutto tredici fra canzoncine e filastrocche che comprendono testi della tradizione come Il grillo e la Formica, Fate la nanna coscine di pollo, La canzone alla rovescia, Volta la carta, brani in seguito inseriti anche nel repertorio di cantanti come Caterina Bueno e Dodi Moscati, Daisy Lumini. Ed è bellissimo riascoltare la voce di questo grande attore oggi ottuagenario, che non disdegna di riproporsi in teatro anche come maestro (come non ricordare con nostalgia la poesia del fiore e della nuvola presente nel nostro libro di seconda elementare?) e addirittura si trasforma in un giullare per la gioia di quei bambini, che avrebbero tanto bisogno di ascoltare ancora le poesie e le filastrocche che hanno allietato la nostra infanzia, invece delle orripilanti sequenze (audio e video) che escono dalle scatolette elettroniche con cui i loro genitori li ubriacano ogni giorno… piangete bambini che la mamma ve lo compra! (A.B.)

 

   

CORO ROCCATEDERIGHI

Era usanza cantare nelle botteghe della Rocca

Edition Suter - Basel (2008)

  

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Ci preme segnalare l‘edizione di un CD particolare realizzato senza “arrangiamenti” musicali, con le sole voci di un coro paesano che ci riportano lontano nel tempo. Agli anni cinquanta/sessanta del novecento quando minatori, contadini ed artigiani durante le poche ricorrenze festive si riunivano nelle “botteghe” (i moderni bar di oggi) a bere e cantare. Il libretto di 34 pagine, che accompagna l’incisione sonora, è presentato in lingua tedesca e italiana ed è stato  introdotto da Mauro Bartolini che è anche l’ideatore dell’iniziativa. “Considerato il canto dei “briachi”, era espressione invece di profondo sentimento e trasporto per la musica, per i quali non possiamo negare che il vino contribuisse a creare l’atmosfera adatta. Una prima voce, un controcanto, un basso erano sufficienti per dare armonia a quei canti particolari, senza bisogno dell’accompagnamento di strumenti musicali…”. È Roccatederighi il paese nel quale è stato possibile recuperare ed incidere questi documenti della tradizione, un paese del comune di Roccastrada legato all’esperienza delle miniere, dove era sentita particolarmente la causa dell’anarchia tanto da far erigere (nel 1914) un monumento a Francisco Ferrer, rivoluzionario anarchico spagnolo condannato a morte nel 1909. I canti riproposti nel CD, si riferiscono in gran parte alle proteste politiche e sociali, alle aspettative di libertà, ai carcerati e condannati ed anche ad amori sfortunati. “Canti tristi e funerei – scrive Bartolini – come la condizione di vita che i minatori affrontavano ogni giorno nel buio delle miniere, ribelli come le lotte che erano abituati a condurre per il riconoscimento dei loro diritti.” Nelle interpretazioni musicali di questa comunità troviamo le canzoni dell’anarchico Pietro Gori, quali: “Sante Caserio”; “Già allo sguardo”e  “Inno del primo Maggio”(sull’aria musicale del Nabucco di Verdi); ma anche diversi altri testi che fanno parte di un repertorio di protesta e di ribellione meno conosciuto nelle raccolte tradizionali della Maremma. “Le quattro stagioni”; “Cimitero di rose”; “Serenata”; “La monaca”; “Il maschio di Volterra”; “La bandiera” ; “A testa bassa”; “L’Italia è mancante di pane”; “La morte di Matteotti” fino ad una canzone costituita da due ottave, scritta da Sileno Salvestroni dedicata “A Gino della Torna”. Del gruppo, che si è chiamato “Sedicidagosto”, fa parte un personaggio storico: Mauro Bonelli (detto l’Apostolo) che è forse l’unico di Roccatereghi ad aver cantato con i vecchi nelle botteghe. Insieme a lui cantano: Mario Barracani (prima voce e controcanto), Gerri Bonelli (controcanto), Gionni Bonelli (controcanto), Roberti Brunacci (basso), Bruno Buccelli (prima voce e controcanto), Lorenzo Mucciarelli (basso).  Insieme a questo CD è uscita una elegante edizione fotografica: “Die Bar der Kleinen  Orte – Il bar dei piccoli paesi” curata da Erica J. Suter e Harald Frey (foto) che rappresenta una interessante ricerca dallo sguardo artistico dei luoghi indagati.

     

DODI MOSCATI - STEFANO GRAGNANI

Cronache, Fatti e Burle in Toscana

Pegasus PG-1108009 (2008)

  

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 L’ultimo CD della Pegasus, etichetta discografica interamente dedicata alla musica popolare toscana si arricchisce di un’altra perla, la rimasterizzazione  di un vecchio disco che fu il primo album della cantante folk Dodi Moscati, una di quelle tre meravigliose donne (insieme a Caterina Bueno e Daisy Lumini) che hanno dato con la loro voce un contributo essenziale alla conoscenza e alla conservazione del canto popolare toscano. Come nella tradizione della Pegasus il CD non ci offre soltanto canto e musica, ma un libretto cartaceo di 28 pagine con schede, foto, i testi dei quindici brani presentati e le introduzioni di Alessandro Bencistà, Paolo Casini, Giovanni Ballerini, Bruno Casini e Lucia Poli, il tutto con traduzione in inglese. Questo CD, ripropone il vecchio e introvabile album del 1973 (Con i pugni alzati camminano, uscito anche in audiocassetta col titolo La miseria, canzoni folk toscane) che è anche il primo lavoro inciso da Dodi al tempo della collaborazione con Stefano Gragnani, “frutto di una ricerca musicale, ricorda l’autore, fatta da Dodi e da me nei primi anni Settanta. Partivamo con una Renault bianca un po’ scassata e ci arrampicavamo sul monte Amiata o in paesotti più vicini a Firenze armati di un antidiluviano registratore e tanta voglia di giocare”. Alcuni dei dodici brani che vi sono inseriti, La miseria che diventerà uno dei suoi successi, un bel maggio fiorentino e le truci vicende nazionalpopolari come L’orrenda madre e La Morettina, che sono la riproposta di un vecchio 45 giri pubblicato da Paolo Poli nel 1961, sicuramente uno dei primi dischi dedicati al folklore toscano che l’ancora giovane attore fiorentino incise interpretando la parte del cantastorie di strada.

 

   

DANTE PRIORE

Il repertorio dei cantastorie

 (Volume IV)

Comune di Terranova (2008)

 

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Con questo quarto volume, dedicato al repertorio dei cantastorie e a quello dei canti giocosi, Dante Priore ci offre un ulteriore contributo di documentazione del canto e della poesia popolare per un settore che non sempre ha goduto da parte degli studiosi di una attenzione proporzionale all'effettiva importanza che il genere ha avuto presso il più largo pubblico. L'amministrazione comunale di Terranuova Bracciolini, che da anni ha seguito e sostenuto il suo lavoro di ricerca, è lieta di offrire a studiosi e appassionati questo volume che viene ad aggiungersi ai precedenti, dedicati alla Ottava rima, al Canto lirico monostrofico (Rispetti e stornelli) e alla Canzone epico-lirica. Una cospicua parte delle registrazioni realizzate da Dante Priore nel corso di una trentennale ricerca è depositata in copia presso la Biblioteca Comunale di Terranuova Bracciolini e rimane a disposizione di quanti intendano consultarle; ma il nostro intento non si limita alla realizzazione di un archivio riservato agli "addetti ai lavori": primario è l'impegno di mettere a disposizione dei legittimi "eredi" il lascito culturale delle passate generazioni. Per questo rimaniamo in attesa di quello che dovrebbe essere il quinto e ultimo volume della documentazione del patrimonio di canti e di poesia popolare che Dante Priore è riuscito a recuperare col suo impegno e con la sua passione. (Mauro Amerighi, Sindaco di Terranuova B.)

 

 

   

G.CECCHERINI - E.PICCARDI

I poeti del mercato  vol.  1

 Sonic PDM 001 (2007)

 

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Carlo Dalla che ormai conosciamo come instancabile produttore di canti e musiche popolari, oltre che di artisti e cantanti toscani, ha riproposto con la sua casa discografica (SONIC Record) in tiratura limitata, quella serie di contrasti in ottava rima che fece conoscere negli anni Sessanta ad un pubblico più vasto le figure di Ceccherini e Piccardi, attive e presenti soprattutto nei mercati e nelle fiere dell’area fiorentina. Il progetto di rimasterizzazione di quei vecchi dischi di cui avevamo dato notizia nei numeri precedenti è stato quasi completato e sono usciti i primi tre album che comprendono una cospicua parte (cinque contrasti per album) dell’intera produzione del contrasto in ottava rima dei due famosi poeti improvvisatori, i cui testi furono pubblicati nel volume I POETI DEL MERCATO, uscito nel 1990 per i tipi della Studium editrice a cura di AlessandroBencistà.              Il progetto editoriale di Dalla, incurante della crisi del mercato dei C.D. legato alla prorompente diffusione di MP3 e della musica scaricata da internet, prevede ancora la rivisitazione di cantanti e autori del passato (ci piace ricordare Luciano Ciaranfi) tutti legati alla SONIC e da tempo scomparsi dal mercato ma non per questo dimenticati dal pubblico toscano che li applaudiva quaranta anni fa.

Contenuto del CD vol. 1: Padrone e contadino (Ceccherini e Piccardi)   6' 42'' ;  Antico e moderno (Ceccherini e Piccardi)  4' 25''; Dottore, becchino e prete  6' 50'' (Ceccherini e Piccardi) ; Ammogliato e giovanotto 5' 10'' (Ceccherini e Piccardi) ; Padrone, fattore e contadino 6' 12''(Ceccherini e Piccardi).                             

 

 

   

G.CECCHERINI - E.PICCARDI

I poeti del mercato  vol.  2

 Sonic PDM 002 (2007)

 

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Contenuto del CD vol. 2: La cura dell'acqua salata (Ceccherini e Piccardi)  4' 59'' ; Il giorno della colombina a Firenze (Ceccherini e Piccardi)  4'  25'' , La corsa allo spazio fra America e Russia (Ceccherini e Piccardi) 7' 10'' ; Sono due a rosicchiare un osso, democristiano e comunista (Ceccherini e Piccardi)  5' 10'' ; L'uomo che perde e la donna che acquista (Ceccherini e Piccardi) 4' 41''.

 

   

G.CECCHERINI - E.PICCARDI

I poeti del mercato  vol.  3

 Sonic PDM 003 (2007)

 

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Contenuto del CD vol. 3: Minigonne e capelloni (Ceccherini e Piccardi) 4' 40''; I capelloni (Ceccherini e Piccardi) 6' 48'' ; La corsa allo spazio fra America e Russia (Ceccherini e Piccardi) 7' 10'' ; Sono due a rosicchiare un osso, democristiano e comunista (Ceccherini e Piccardi)  5' 10'' ; L'odio fra campagnolo e fiorentino (Ceccherini) 5' 40''.

 

   

SUONATORI DELLA LEGGERA

Fatto a mano

NOTA 616  (2007)

Associazione Culturale La leggera, Edizione limitata di 1000 copie, s.i.p.

 

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L’Associazione culturale La leggera si occupa da alcuni anni di tradizioni orali. La loro ricerca sulla musica e sui canti popolari riguarda l’area del Casentino e la Val di Sieve, cioè  quelle terre strette fra le montagne dell’Appennino e le colline percorse dall’Arno e dal Sieve. Per riallacciare i fili della memoria ci vuole impegno, pazienza e sensibilità, e i Suonatori della leggera, che hanno tutte queste qualità, ci propongono in un nuovo CD, una raccolta di brani musicali che hanno il sapore della veglia contadina. Scrivono: “… stare a veglia insieme tra generazioni differenti ci ha portato alla riflessione sul concetto di identità culturale e a riconoscere i percorsi di un pensiero “altro”: un modo di pensare che procede per immagini complesse e non per scritture sintetiche, un mondo a sé che rispetta e valorizza le diversità”. Con l’uso avanzato della stampa e della tecnologia digitale, uno sarebbe portato a pensare ad un prodotto di serie, invece l’involucro che abbraccia questo CD ripropone un gioco di carta (il prototipo dell’origami è di Riccardo Venier, esperto di quest’arte) che è assolutamente originale, frutto dell’osservazione e del lavoro manuale da farsi in vegliatura: “guardare tra le pieghe per fare e rifare ogni volta qualcosa di unico”. Il progetto grafico invece è di Barbara Carboni e di Filippo Marranci. Detto questo c’è semplicemente da entrare nei brani pubblicati lasciandosi prendere dalla musica, dai ritmi, dalle parole cantate… “Fatto a mano” è stato pubblicato dalla stessa Associazione in una edizione limitata e numerata in mille copie: un tocco in più che fa apprezzare ulteriormente il prodotto.  Molte sono le suonate musicali realizzate con l’uso di vari strumenti: fisarmonica, clarinetto, violino… ma anche chitarra, basso tuba e trombone a tiro e le inconfondibili nacchere suonate da Filippo. M’immagino i ballerini che girano nella sala e immagino l’aria di festa che i “suonatori” sanno ricreare, perché quell’aria si respira in ogni brano del repertorio. Potrebbe essere una vera e propria serata a ballo d’altri tempi dove il Caposala invitava tutti a stare alle prode (ai lati) per consentire il formarsi delle coppie e avviare le danze. Giochi di sala, dunque, qualche canzone, uno “strambotto” ogni tanto… poi giù con le polke, i valzer e le mazurche (fra le polke una che mi sta a cuore: Tirizzupelarillalera di Morbello Vergari). E per finire la serata (o per viverla meglio) una bella quadriglia: “s’affigurino le coppie, s’affigurino le coppie! A spasso, a l’arrie’, a l’arrie’… ponte e posizione di pirulì e pirulà… tutti a spasso.. A i’ buffe’!”. Un consiglio: questo CD, cercatelo prima che finisca.  (Corrado Barontini)

 

 

   

NACCHERE TOSCANE

Con i suonatori ...

Pegasus PG-100907 (2007)

 

 

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NÀCCHERE TOSCANE è la prima raccolta organica che viene dedicata a questo antico strumento di percussione in uso fin dal tempo degli Etruschi. Ne abbiamo già parlato nei numeri 3 e 7 di TOSCANA FOLK, dove Corrado Barontini ce ne presenta una documentata storia, che non si ferma soltanto alla tradizione del passato ma tratta anche dell’evoluzione dello strumento che in Maremma è rinato a nuova vita per merito di un artigiano del suono, Ido Corti; classe 1926 ma nato in Francia da genitori maremmani, che ha lavorato sulla forma e sulla materia prima delle nàcchere, cioè il legno, di quercia quelle tradizionali, ma anche di faggio, acero, phitoffero, alloro, limone, tutti ben stagionati, ne abbiamo perfino d’osso. Anche la forma delle nàcchere di Ido è diversa: più grandi, unite da una cordicella come quelle spagnole, variamente scolpite con incavi per una miglior presa. Ma il suo merito principale è quello di aver trascinato nella sua passione anche dei giovani che ne hanno rapidamente appreso l’uso: il piccolo Alessandro che già a dieci anni, quando le ha incominciate a suonare per la prima volta, sembrava un suonatore esperto; poi Filippo dei Suonatori della Leggera, che dopo poche lezioni di Ido e Corrado è in grado di maneggiarle abilmente. Ambedue sono presenti in questa ampia antologia della PEGASUS, 27 brani che presentano il meglio delle registrazioni musicali con suonatori di nàcchere, dagli anni Settanta fino ad oggi; in rigoroso ordine alfabetico sono: Corrado e Michele Barontini, Alessandro Casini, Ido Corti, Filippo Marranci, Mario Mazzuoli, Carlino Penni e Marco Vergari.  Evidenziamo fra tutti Carlino Penni, scomparso nel 1993 e  ritenuto un maestro nell’area maremmana.

Il C.D., come tutti quelli della collana MUSICA POPOLARE TOSCANA della PEGASUS, è accompagnato da un libretto di 30 pagine in italiano e in inglese, con ampie schede illustrate sulla storia delle nacchere e sui protagonisti. (A.B.)

 

 

   

CATERINA BUENO

CORO DEGLI ETRUSCHI

Dal vivo Firenze 1975

Pegasus  04/07/006 (2007)

 

 

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Da molti anni, da quando Corrado ci aveva fatto ascoltare la registrazione di questo meraviglioso concerto, si pensava ad una pubblicazione, lo avevamo fortemente voluto; il Coro degli Etruschi aveva già dato il consenso ma Caterina dopo la nostra proposta era perplessa sulla registrazione, la copia che le avevamo consegnato (registrata ad alta velocità) e che lei ascoltò per la prima volta, tecnicamente non era perfetta, come lo sono i nastri registrati dal vivo con magnetofoni di qualità standard; più volte siamo ritornati sull’argomento e lei ci ha fatto aspettare anni. Alla fine le abbiamo fatto incontrare Paolo, titolare e fondatore della piccola casa discografica fiorentina Pegasus,  che con una copia diversa e la masterizzazione oggi resa possibile dalle moderne tecniche di riproduzione poco accessibili una decina d’anni fa, è riuscito a concludere il progetto che è andato felicemente in porto con la pubblicazione del CD; crediamo sia uno dei suoi concerti più belli, insieme a Morbello, a Corrado e a tutto il gruppo maremmano del Coro degli Etruschi in un novembre memorabile.  Il concerto fu registrato il 25 novembre del 1975 all’Auditorium del Centro FLOG (Fondazione Lavoratori Officine Galileo) di Firenze  da Mario Galasso con un piccolo registratore; lo dobbiamo a lui se oggi ci possiamo gustare questi canti presentati dal vivo da Morbello Vergari col suo Coro degli Etruschi e da Caterina Bueno accompagnata dal Canzoniere Popolare Toscano. Fu un evento di grande rilievo in quegli anni in cui si stava riscoprendo l’autenticità delle radici della tradizione toscana: serenate, ninne-nanne, stornelli, rispetti, storie e poesie che accompagnavano il ciclo calendariale della campagna toscana.      Questo CD è un documento fedele dei suoni e delle parole e chi lo ascolterà oggi  troverà certamente alcune ingenuità canore, con qualche errore tecnico, ma con le atmosfere vere ed autentiche della serata, con gli applausi appassionati, le risate spontanee che sono rimasti a testimonianza di un apprezzamento sincero di quei canti e di quelle poesie. Noi l’aspettavamo per la presentazione a Firenze. Troppo tardi. (A.B.)

 

   

BRUNETTO BARDAZZI

Orchestra a plettro Ottocento Toscano

Pegasus PG-1107008 (2007)

 

 

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Anche questo CD della Pegasus è un documento prezioso che continua la serie dedicata alla musica a plettro inaugurata da Ottocento toscano.Ormai la collana sulla musica popolare toscana iniziata nel 2002  conta ormai otto titoli e si avvia a diventare una delle più qualificate presenze di musica e canti folcloristici nel panorama italiano, toscano, senza trascurare una qualificata distribuzione a livello internazionale, considerando che i libretti allegati al CD sono tradotti anche in inglese; anzi proprio i libretti di oltre trenta pagine, vere pubblicazioni scientifiche, costituiscono uno degli aspetti più qualificati del CD, ci duole soltanto che si debba ricorrere sempre alla lente di ingrandimento per leggerli, tanto che ci viene da rimpiangere il vecchio ellepì in vinile. Il CD è interamente dedicato ad un musicista quasi dimenticato, Brunetto Bardazzi, la cui figura viene ricostruita nelle  trenta pagine del libretto allegato: “un uomo dell’Ottocento, che ha rappresentato l’ambiente e la cultura musicale pratese per più di cinquanta anni. L’idea di riscoprire la tradizione mandolinistica a Prato era da molti anni nella testa di Luca Marco Nistri, mandolinista da sempre e nato in questa città, che da tempo era venuto in possesso del repertorio del “Circolo Mandolinistico Pratese”. Si deve poi a Pier Corrado Danieli il ritrovamento delle partiture musicali dell’epoca  in un mercatino dell’usato; quelle pagine costituiscono l’ intero corso di studi di un’allieva del maestro, Clotilde Elisa Banci, e così è stato possibile ricostruire la figura di Brunetto Bardazzi e riproporre un’ampia scelta delle sue composizioni.  Il CD contiene ben 17 brani musicali eseguiti dall’orchestra a plettro Ottocento Toscano che, vogliamo aggiungere, si è segnalata a livello internazionale rappresentando l’Italia al Festival International de Musica de plectro in Spagna. (A.B.)

 

 

   

SILVANA PAMPANINI

Ottobre

AV 270969 (2006)

 

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E siamo al terzo album di Silvana. Nell’introduzione al C.D., CONVERSAZIONI D’AUTORE, Silvana si racconta:  Il tempo in cui viviamo è avaro di messaggi chiari, di concetti essenziali e diretti che ci parlino della vita “vera” nello scorrere dei giorni e nell’evolversi del ricordo. Anche per questo sarà una sorpresa per l’ascoltatore ritrovare nel nuovo lavoro della cantautrice maremmana il piacere di una conversazione senza sotterfugi né mistificazioni. Come tipico del modus dell’autrice, nei dieci brani che compongono Ottobre si scoprono evocate passioni e paure mai vinte ed affrontate con la semplicità del coraggio, evitando qualunque distrazione. Il timore della morte, la grandezza dei sentimenti profondamente umani trovano qui trattazione proprio quando per l’intensità che li caratterizza spesso, altrove, vengono taciuti e con essi dimenticata gran parte di quella emotività tanto scomoda in un mondo sempre meno interessato alle piccole e grandi emozioni personali di donne e uomini di questo giovane millennio. In coperta il testo dedicato alla sorella Maria; questa la sequenza dei brani:               1- La strada; 2- Leggenda; 3- Il Poeta e la Signora; 4- Terra mia; 5- Marì; 6- Ottobre; 7- Vino nuovo; 8- Fiori di pesco; 9- Un’estate in più; 10- Alleluia.

 

 

   

DANTE PRIORE

La canzone narrativa (Volume III)

Comune di Terranova (2006)

 

 

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Quello sulla canzone narrativa è il terzo volume della serie "Documenti di canto e di poesia popolare raccolti nel Valdarno superiore" e nono della collana " ... fra storia e memoria" diretta da C. Fabbri che raccoglie scritti e tradizioni di documenti registrati al magnetofono, inerenti la cultura popolare e la storia valdarnese in generale e quella di Terranuova in particolare. Sono veramente lieto che questo terzo volume pubblicato possa essere un ulteriore contributo a coltivare le nostre radici culturali. È il seme della memoriaè della cultura popolare che rafforza la nostra identità collettiva e tramanda le nostre tradizioni che andrebbero altrimenti perdute. Il lavoro di Dante Priore così colto e raffinato è un viaggio nella memoria della nostra gente ed ha come tema principale storie di amori di vario genere che spesso finiscono tragicamente. "La canzone narrativa ", che è conosciuta dagli studiosi del settore come "canto epico-lirico ", ha origini molto antiche (fine del medioevo) ed è diffusa in varie lingue "romanze" europee, dalla Catalogna, alla Provenza, all 'Italia (in particolare nel Piemonte, in Veneto e in Toscana). Dante mette a confronto le varie versioni che di ogni canto ha raccolto nel Valdarno superiore con quelle pubblicate da Costantino Nigra nel 1888 sul suo volume "Canti popolari del Piemonte ", che è un punto di riferimento per tutti gli studiosi del genere e con altre testimonianze. Ogni volta che è possibile cita con le parole degli stessi informatori, i riferimenti alle circostanze in cui essi hanno appreso le canzoni. Un lavoro rigoroso e paziente a disposizione non solo dei cittadini ma anche di studenti e Università, fonte di materiali documentari di indubbio valore storico e scientifico. (Mauro Amerighi, Sindaco di Terranuova B.)

 

 

   

OTTOCENTO TOSCANO

Orchestra a plettro

Pegasus PG-005 (2005)

 

 

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Quando si parla di mandolino italiano si pensa subito, e giustamente a Napoli, ma la Toscana, soprattutto con Firenze, ha vissuto una gloriosa stagione culturale e artistica dove gli strumenti a plettro sono stati assoluti protagonisti. Nella seconda metà dell’Ottocento vi fu dunque un fiorire di circoli mandolinistici che portarono alla riscoperta di questo strumento, tale da poter essere definita come l’epoca d’oro del mandolino. A Firenze nel 1881 fu fondato il Regio Circolo Mandolinistico Regina Margherita, sotto il patrocinio dell’allora Regina d’Italia, conosciuta come abile mandolinista e appassionata di questo strumento a tal punto da possederne uno di altissimo valore; per l’esattezza un Vinaccia. Il circolo era formato dai più famosi e quotati strumentisti dell’epoca tra cui Bellenghi, Munier, Graziani Walter e D’Ageni nonché il Direttore d’orchestra Matini. Siamo sicuri di non sbaliare se affermiamo che era qualche decennio abbondante che la tradizione mandolinistica toscana non appariva su qualche supporto audio! Merito dell’Orchestra a plettro Ottocento Toscano, nata a Campi Bisenzio nel 2003 e della Pegasus, etichetta discografica giovane ma attenta alla tradizione popolare toscana. E non poteva quindi esserci migliore sinergia per questo primo CD omonimo che consente di gustare il percorso musicale che l’Orchestra propone: il ritorno alla semplicità, all’essenzialità ed alla regolarità armonica, caratteristiche che caratterizzavano le opere musicali popolari proprie dell’Ottocento. Mandolini, mandole, mandoloncelli, il liuto e le chitarre sono orchestrati a sezioni, esattamente come le orchestra ad archi. La sezione ritmica, assimiliabile a quella del moderno contrabbasso, è arricchita dal “chitarrone”, ormai raro strumento d’epoca. L’Orchestra (giovane, ma il cui progetto “covava” da molti anni nella testa di Luca Nistri) infatti, opera una costante attività di ricerca volta alla riscoperta ed alla riproposizione di spartiti originali dell’epoca orchestrati per strumenti a plettro e voci; la grande quantità di produzioni musicali caratteristiche di fine Ottocento e inizio Novecento è infatti in buona parte andata perduta, particolarmente in relazione alle mutate condizioni socio-culturali successive ai conflitti bellici. Il CD è in effetti un percorso tra la musica prettamente popolare e quella d’Autore ma sempre d’ispirazione popolare; si citano per esempio Eco di Boboli (Tra la la) di Luigi Gordigiani edito nel 1862 e Improvvisato valzer di Bellenghi, ascoltando il quale sembra di respirare l’atmosfera di fine Ottocento. Gli arrangiamenti consentono di gustare anche canzoni d’Autore del Novecento (Vieni a Firenze, di Cesare Cesarini; Tra piazza San Firenze e piazza Signoria di Odoardo Spadaro) o antichi rispetti d’amore. Nell’Orchestra non mancano neanche le voci soliste, sia femminili che maschili. Insomma, un CD che rappresenta una vera e propria novità nell’ambito della produzione di musica popolare toscana.

 

 

 

 

TUSCAE GENTES

Storie di donne

TGCD 005 (2005)

Col contributo dell’Assessorato alla Cultura della Provincia di Prato, s.i.p.

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Ormai il gruppo guidato da Daniele Poli si è imposto come uno dei più attivi nella riproposta delle tradizioni popolari della valle del Bisenzio e dell’area pratese; e siamo già al quarto CD, dopo Quando il merlo canta, Viva Faliero e Scioglilingua, indovinelli-Passerotti, allegati alla ristampa del libro del Giannini edito da Polistampa;  tutti con libretto di 36 pagine, il che è la prova dell’intenso lavoro di ricerca e di recupero di Daniele e dei suoi collaboratori, tutti esperti nell’uso di diversi strumenti musicali della tradizione, dalla fisarmonica di Giuseppe Cornacchia all’ocarina di Ugo Galasso, cui si affianca la bella voce di Anna Granata. In alcune di queste storie non è difficile riconoscere la grande lezione di Caterina Bueno, di Dodi Moscati e Daisy Lumini, ormai figure leggendarie di donne che hanno ri-creato quasi dal nulla il canto popolare toscano e restano un indispensabile punto di riferimento. Ma Tuscae gentes non dimenticano di citare la già quarantennale  ricerca di Alessandro Fornari: “Tipico della cultura femminile risulta il predominio del sentimento amoroso che – ove necessario – fa superare anche i divieti comunitari… il superamento dei divieti, che deve però avvenire secondo dei codici accettati dalla comunità stessa”. E vogliamo evidenziare anche la presentazione del CD,  di Anna Marcolin, che nella conclusione si chiede: “Perché riscoprire queste vecchie tradizioni? Hanno ancora una qualche utilità? Una maestra che conosco, l’Angiolina Olivi di Firenze, originaria di Santa Fiora nel grossetano, insegna sempre ai suoi alunni i canti popolari che lei stessa conosce, e non sono pochi. Il piacere evidente che i bambini provano nell’impararli e nel cantarli, canti spesso conosciuti dai parenti e che diventano talvolta intrattenimento e lessico famigliari, testimonia dell’importanza di conoscerli. Questo cantare insieme, fuori dalle mode e dalle imposizioni pubblicitarie, è un fatto così piacevole e lieve e gratuito da diventare autenticamente educativo”. Peccato che al lavoro delle maestre e all’amore verso la tradizione subentrino dopo l’interesse commerciale e le lobby dell’industria discografica. (A.B.)

 

 

 

 

DANTE PRIORE

Stornelli e rispetti (Volume II)

Comune di Terranova (2005)

 

 

È con vero piacere che l'Amministrazione del Comune di Terranuova Bracciolini presenta questo secondo volume di «documenti di canto e di poesia popolare» a cura di Dante Priore. Dante si dedica da decenni con passione e rigore scientifico alla «ricerca sul campo» ed ha ordinatamente riunito in centinaia di ore di registrazione magnetofonica tantissime testimonianze legate per lo più, anche se non solo, al mondo di quella «civiltà contadina» che è ormai tramontata da un pezzo ma di cui ci sentiamo pur sempre legittimi figli; e si deve a lui, che ha iniziato la sua «raccolta» nel Valdarno Superiore partendo proprio dal nostro territorio comunale, se un prezioso patrimonio di cultura come questo non è andato disperso e non è caduto nell'oblio: tantissimi suoi «informatori» ora non ci sono più ma in qualche modo è come se in queste pagine tornassero a vivere, a parlarci delle loro esperienze e del loro modo di sentire e reagire nei momenti di gioia e di serenità, così come in quelli di dolore, e a trasmetterei l'essenza di un sapere ancestrale. Il canto lirico monostrofico oggetto del libro, nella brevità incisiva della sua composizione, ha come tema conduttore primario il rapporto sentimentale tra uomo e donna e quest 'ultima, nonostante la condizione di subalternità che è costretta a subire, mostra soprattutto in questo tipo di espressione poetica come la sua capacità creativa non sia affatto inferiore a quelle del suo «compagno di viaggio» e le sue battute ironiche dallo spirito tipicamente toscano non siano meno efficaci. Certamente oggi il modo di rapportarsi tra uomo e donna è radicalmente cambiato ed è per molti aspetti più libero, anche se talvolta si omologa un po' troppo a certi modelli «suggeriti» dai mass- media e risulta più fragile; ma pubblicare questi documenti non significa fare un 'operazione «nostalgica» tanto meno riproporre come «attuali» certi comportamenti, e non consiste nemmeno soltanto in un mero esercizio storico-antropologico; serve soprattutto a conoscere e salvaguardare le nostre radici, con le particolarità che ci distinguono dagli altri ma che contribuiscono nel contempo ad arricchire tutti; e non crediamo di far della retorica se ricordiamo ancora una volta l' asserto secondo il quale non ha futuro un popolo che non rispetta il suo passato. Da qui deriva il senso della collana « ... e qui a parlar conviene» diretta da Carlo Fabbri e pubblicata dal nostro Comune (talvolta con la partecipazione di altri Enti), nella quale trovano posto testimonianze, sia orali che scritte direttamente da chi ha vissuto certe esperienze e vuole raccontarle agli altri; testimonianze che vengono riportate integralmente in edizione «diplomatica», con la sola aggiunta di note esplicative. Ormai questa collana è giunta all’ottavo volume e già rappresenta perciò un cospicuo patrimonio documentario per quella che viene definita «microstoria» ma che non ha minore importanza della storia con la «s» maiuscola», anzi ne è parte integrante. (Mauro Amerighi, Sindaco di Terranuova B.)

 
 

 

 

PIETRO LINO GRANDI

Ponti

PLG 012004 (2004)

 

 

 
 

 

 

TUSCAE GENTES

Viva Faliero!

TGCD 02 (2004)

 

Questo secondo C.D. del gruppo di Vaiano si inserisce a pieno titolo nella rinnovata valorizzazione del patrimonio folcloristico toscano, sulla traccia di altre pubblicazioni che si distinguono nel panorama musicale della ricerca etnografica. Chi segue la nostra rivista, nonché la sezione “pubblicazioni” del nostro sito web, avrà notato sicuramente lo spessore culturale del materiale sonoro presentato, e questo “Viva Faliero” non fa eccezione: 15 brani musicali di cui alcuni  pressoché dimenticati, libretto di 36 pagine con scheda tecnica su ogni singolo brano, belle e originali illustrazioni in bianco e nero e a colori.  Faliero 91 anni portati alla grande compreso. Il lavoro di Daniele Poli e compagni ci è arrivato all’ultimo momento e ci limitiamo a segnalare subito una nostra prima impressione: l’accompagnamento dei musicisti ospiti e dei cori che ne valorizza l’impianto popolare, fedele alla tradizione della montagna toscana, che più di ogni altro ambiente ci ha conservato intatte queste  tradizioni. Infatti gli ospiti, oltre al raffinato e celebre organista Andrea Perugi, sono persone del luogo, spesso estranee al mondo musicale, vedi il “coro delle donne e dei ragazzi della scuola di musica di Vaiano” nonché il coro della squadra cinghialai di Fossato e Castello che dà un forte tocco di spontaneità alla celeberrima canzone del mulinaro. Accanto a Daniele Poli, che ha compiuto il grosso del lavoro di ricerca, arrangiamento e riscrittura, figurano i soliti validi compagni di viaggio ovvero; Giuseppe Cornacchia alla Fisarmonica, Anna Granata una voce in splendida forma, Ugo Galasso al clarinetto, ocarine, e tutto quello dove si può soffiare. Un quartetto ormai più che collaudato che qui si avvale della collaborazione di Andrea Geri; organetto, Nicola Mitolo; violino, Davide Del Campo; Tamburello; Francesco Castagnoli; contrabbasso. Un atto di amore verso una Toscana minore (quella della Val di Bisenzio) solo sulla carta, con storie vecchie e nuove portate in musica da un sapiente ed originale lavoro di lima, talvolta molto personale ma sempre con rispetto della tradizione e con interventi mai al di sopra delle righe. Canti sulla costruzione della galleria della Direttissima, su  fatti o su personaggi della  Vallata. Il disco si apre con una delicatissima “pastorella” seguita da una incalzante e originale “Donna Lombarda”, splendide la canzone sulla grande marcia pacifista del 1917 “Teresa e la marcia delle donne”, la semi sconosciuta “Bella conturbana” dai toni medioevali, la “Sciagurata maggiolata” con la quale Poli ha vinto il premio G. Daffini nel 2003, e che si pone quasi a simbolo del passaggio tra tradizione musicale “Vecchia” e “nuova” in un felice e vitale innesto di nuove tematiche su impianti popolari come quelli della maggiolata.

 

 

 

EUGENIO  BARGAGLI

Cantastorie di Maremma

Pegasus PG-004 (2004)

 

 

Quarto CD pubblicato dalla PEGASUS, la nuova linea audio-musicale dell'editrice SEMPER. Un lavoro di ricerca e di documentazione sui canti popolari toscani che dal 2003 costituisce una delle più apprezzate novità nel panorama musicale della regione. Non si tratta di comuni C.D. con semplice copertina e canti, ma di vere e proprie documentazioni sonore con un ricco apparato di note storiche, schede dei brani e il testo integrale delle versioni proposte con traduzione in inglese, foto originali del gruppo o del singolo interprete. CANTASTORIE DI MAREMMA vuole essere un omaggio al più famoso ed illustre cantastorie maremmano, Eugenio Bargagli, 89 anni portati con fierezza, da più di sessanta anni attivo sulle piazze e sulle scene della Maremma. Nel  2000 era uscita a cura di Corrado Barontini una pubblicazione con testi e interviste, a distanza di cinque anni questo primo C.D. che ne completa il lungo e creativo lavoro con una sintetica antologia del suo ricchissimo repertorio discografico (nel libro di Barontini erano segnalate circa 200 composizioni) oggi pressoché introvabile e solo in parte ripubblicato in audiocassetta. Cori Eugenio troviamo la figlia Mirella che lo ha sempre accompagnato fin da bambina, poi col Trio Marino, affiancando alle storie cantate la musica del liscio sempre richiesta dal pubblico toscano. Terzo elemento il giovane David Vegni, cantante e fisarmonicista, da alcuni anni ne segue con successo le orme, imparando, ma anche portando quella ventata di vitalità, di entusiasmo e di fantasia che hanno contribuito molto a rivitalizzare il vecchio Eugenio che, già ottuagenario, si è messo a ripercorrere con rinnovata energia il faticoso mestiere dell'artista di strada, con un percorso che ce li mostra insieme fin dalle pubblicazioni del "Teatro del Cantastorie" uscite alla fine degli anni Novanta. Aggiungiamo infine che il C.D. ha una durata complessiva di 69 minuti, comprende ben 21 brani, di cui i primi quindici sono stati registrati dal vivo, in un concerto organizzato appositamente dalla PEGASUS in collaborazione col gruppo GALLI SILVESTRO a Montepescali nel novembre del 2003. (A.B.)

 

 

 

 

LISETTA  LUCHINI

 ...e compagnia

Pegasus PG-003 (2004)

 

 

Gentile pubblico, è con gioia che vi presento il risultato finale di questa bellissima esperienza umana e musicale condivisa con grandi artisti ed amici che il destino ha posto sulla mia strada. La loro presenza mi onora, è un omaggio alla musica popolare in quanto non tutti loro provengono da questo ambito musicale ma vi si sono cimentati con grande spinta ed è un omaggio a me che accetto e gioisco del caso, proprio in nome della musica popolare che mi ha scelta da sempre. Con questo spirito abbiamo dunque registrato. Un’operazione dovuta, per chi vorrà tenerne la memoria, e un gesto affettuoso nei confronti degli spiriti liberi che hanno fatto dono a tutti del loro canto. Una registrazione tutta dal vivo, sebbene in studio; nessuna sovrapposizione, tutti con un solo battito, il nostro. Ho scelto, per questa definitiva operazione, brani mai editi o rari che mi sono entrati nelle grazie per qualche particolare e che di fatto comunque, canto volentieri. Ci sono poi alcune “cose mie” che spero siano popolari quanto basta e chiare per intero nei loro diversi stili. Insomma, un anno di prove, di “live in studio”, e conseguenti cene in proporzioni variabili…ohi ohi bene! Alla fine, spero che si senta, insieme alle note, anche il nostro cuore battere faticosamente ma con il piacere di farlo. (Lisetta)

 

 

 

 

 

 

SUONATORI DELLA LEGGERA

A veglia a Campicozzoli

NOTA 442  (2003)

 

Nei loro spettacoli i Suonatori della leggera suonano, cantano, ballano e fanno ballare unendo l’interpretazione musicale ad un gioco di animazione che coinvolge frequentemente il pubblico presente. Si capisce ascoltandoli che ciò che propongono viene fatto con grande passione. Nel 2003 è uscito il loro primo CD dal titolo “A veglia a Campicozzoli” che contiene molti brani di una ricerca musicale realizzata nell’area fiorentina di Pontassieve e del Casentino. Dagli esiti dell’indagine ancora una volta viene confermata l’idea che il canto popolare è duro a morire e che, se qualcuno se ne prende cura, i suoni e le voci tornano a rivivere. Questo gruppo di ricercatori (Marco Magistrali, Filippo Marranci, Daniele Franchi, Luca Vitali sono loro i curatori dell’opuscolo che accompagna il CD)  dalla fine degli anni novanta ha iniziato un programma di studio sull’oralità. Sono partiti dal territorio nel quale vivono realizzando al contempo una vera e propria saldatura con gli abitanti della zona (Doccia e campagna circostante).  Gli anziani, sollecitati a ricordare, hanno ritrovato le ragioni per tornare a trasmettere i molti documenti della loro memoria mettendosi a raccontare la propria storia (forse dimenticata perché considerata insignificante), mentre i giovani hanno maturato la bell’idea di usare i materiali raccolti per fare un lavoro di riproposta e di divulgazione della tradizione non scritta funzionando nel contempo da lievito per l’aggregazione sociale nella zona. I pezzi incisi nel CD vanno dalla proposta pura e semplice del documento sonoro, realizzato senza particolari ricami (molto belle le voci femminili che cantano stornelli e canti a storia con una timbrica capace di raggiungere notevoli estensioni vocali), fino alla rielaborazione musicale di alcune suonate a ballo interpretate con abilità e grande sensibilità artistica (la “Polca del Pallino”, il valzer “D’altronde” o  la “Polchina della Società Agraria” per citarne alcune). Insomma l’impressione d’insieme è piacevole e la varietà dei generi musicali che viene riproposta nei 22 pezzi incisi ci restituisce le atmosfere di un mondo caratterizzato fortemente dalla cultura operaia e contadina che, nonostante il vento del modernismo, è riuscita a mantenere una propria identità che si è caratterizzata proprio nelle situazioni di lavoro (carbonai, taglialegna, cavapietre, mietitori ed altro) che hanno consentito con i loro spostamenti di far circolare un patrimonio straordinario  fatto di canzoni e di arte musicale.(Corrado Barontini)

 

 

 

 

LISETTA LUCHINI

Toscana in Musica

Pegasus PG-002 (2003)

 

 

 

Lisetta Luchini, è fiorentina di nascita ma campigiana di formazione (come Narciso Parigi e Carlo Monni); docente di chitarra, attrice, cantastorie, compositrice di musica….. è oggi una fra le più applaudite interpreti del repertorio folcloristico toscano. Un patrimonio di canti, di musica, di teatro, di immenso valore culturale, che rischierebbe di andare perduto se non ci fossero interpreti come lei che da anni, senza concedersi un attimo di sosta, porta in giro per la Toscana e anche fuori regione quella tradizione antica che i media e la moderna industria musicale denigra o addirittura ignora. Attiva dal 1990 come cantante di musica popolare toscana, ripropone nella versione autentica, tutto il repertorio anonimo e non, della sua terra, dalle canzoni narrative agli stornelli, dalle  serenate  alle storielle, dai canti sociali alle più belle canzoni d’autore dedicate alla Toscana. Come studiosa e ricercatrice è fra i soci fondatori del Centro Studi Tradizioni Popolari Toscane insieme ad altri illustri storici e ricercatori; naturalmente fa parte del comitato di redazione della rivista TOSCANA FOLK, di cui cura la parte musicale.  Le fonti del suo repertorio sono le grandi raccolte del passato, dall’800 in poi, i lavori di ricerca egregiamente svolti da colleghi negli anni 60/70, l’apporto prezioso di studiosi, ricercatori ed etnomusicologi,  etc… lei stessa continua nella ricerca sul campo, essendo in contatto con la maggior parte delle realtà di tradizione orale della regione: Poeti in ottava rima, Cori di maggianti, Archivi, Centri studi delle tradizioni popolari, etc… TOSCANA IN MUSICA, è un doppio C.D. che ripropone, rimasterizzate da Maurizio Spiga e Massimo Salvadori, le due audiocassette uscite nella prima metà degli anni Novanta: L’amore è come l’ellera e Canta Lisetta, venti canti popolari della tradizione eseguiti con l’accompagnamento di valenti musicisti come Luca Nistri, Ferraro Cianchi, Andrea Degl’Innocenti. I C.D. sono corredati da un libretto di 16 pagine in italiano e inglese, con la presentazione di Francesco Tei, le note ai testi di Alessandro Bencistà e alcune belle foto di Andrea Falconi, Antonio Malacarne e Fabrizio Nistri Ma l’intento principale di Lisetta è quello di riproporre ed estendere alle nuove generazioni, il patrimonio di bellezze musicali e poetiche della Toscana, impostando gli spettacoli in modo “teatrale” cioè discorsivo e brillante e  non apparentemente didattico affinché, in qualche modo, se ne conservi la memoria.

 

 

 

 

DANTE PRIORE

L'Ottava rima (Volume I)

Comune di Terranova (2002)

 

 

Dante Priore è persona cui la nostra terra deve molto: come educatore, che ha curato la formazione umana e culturale di generazioni di studenti nelle scuole di Terranuova Bracciolini e del Valdarno, introducendo fin dagli anni settanta pratiche didattiche volte al recupero della tradizione orale; come studioso ricercatore, che attraverso un lavoro trentennale è riuscito a riunire una vastissima documentazione, fondamentale per la Comunità Valdarnese e per chi ricerca autentiche fonti del patrimonio culturale tradizionale; bene, questo, ancora più prezioso in un momento in cui l'omologazione dei mass-media ed il processo di globalizzazione economica e culturale fanno avvertire maggiormente la necessità della loro conservazione. Le Amministrazioni locali, consapevoli del valore di questa ricerca e del rischio che tanto materiale avrebbe corso se fosse rimasto affidato a supporti (cassette audio) facilmente deperibili, già nei primi anni '90 promossero, sostenute dall'Amministrazione Provinciale di Arezzo, il progetto «Archivi sonori e fonti orali» cui aderirono inizialmente, oltre a Terranuova Bracciolini e Laterina, anche comuni come Loro Ciuffenna e Pian di Scò. A distanza di alcuni anni è stata realizzata la trasposizione di queimateriali su CD, un supporto che ne garantisce conservazione e facilità di consultazione attraverso una puntuale indicizzazione. Nel contempo ha avuto inizio una seconda fase del progetto, che prende l'avvio con l'uscita di questo volume di «documenti di canto e di poesia popolare raccolti nel Valdarno superiore», contenente i testi in ottava rima. Le amministrazioni Comunali di Laterina e Terranuova Bracciolini, particolarmente interessate al recupero memoriale, hanno ritenuto doveroso curare questa pubblicazione, nella consapevolezza che quando si parla di salvaguardia dei beni culturali sono da intendersi come tali non solo le costruzioni materiali degli uomini, ma anche le testimonian-ze del percorso di lotte, sacrifici, momenti di gioia e di incontro che hanno segnato l'esistenza di chi in questi luoghi è vissuto: patrimonio tanto importante per la piena comprensione di quello che oggi siamo,quanto ignorato dalla 'cultura ufficiale'. È d'altra parte una acquisizione dei nuovi indirizzi di studio, final-mente liberati dalla 'schiavitù' di eventi e grandi personaggi, questa attenzione alla storia delle mentalità, dell'immaginario, della 'cultura materiale' e del costume che nelle forme letterarie e musicali della cultura popolare spesso riesce a manifestarsi. È un patrimonio che il lavoro universitario e degli istituti di ricerca ha cominciato ad indagare in maniera più sistematica e che interventi come quello introduttivo del pro! Pietro Clemente, che ringraziamo, sostengono e pongono in nuova evidenza. Un ulteriore ringraziamento va al curatore della presente collana ed a quanti hanno collaborato in questi anni al proseguimento di un progetto che segna con questo volume una importante traccia per il lavoro ancora da fare.     ( Rosetta Roselli Sindaco del comune di Laterina, Alberto Riboletti Assessore per la Cultura del Comune di Terranuova Bracciolini).

 

 

 

 

TUSCAE GENTES

Quando il merlo canta

TGCD 01 (2002)

 

È uscito nel 2002 il CD “Quando il merlo canta” presentato da quattro giovani: Anna Granata, Ugo Galasso, Daniele Poli, Giuseppe Cornacchia. Un documento sonoro che propone una carrellata di musiche e canti della tradizione Toscana recuperando anche alcuni canti Còrsi, frutto di relazioni diffuse nel passato per via delle emigrazioni stagionali. Un CD pulito, dai toni intensi, curato nei dettagli musicali. L’iniziativa  rinnova l’impegno alla conservazione ed alla riproposizione dei materiali canori del mondo popolare e si inserisce nell’idea di una diffusione dei documenti orali fatta di elaborazioni musicali, di nuove inclusioni (come la ricerca di alcuni effetti sonori) e di “trovate”, cioè di soluzioni piacevoli che arricchiscono i singoli pezzi. L’inserimento di alcuni canti còrsi offre ulteriori spunti sugli intrecci musicali fra zone di lavoro che hanno rappresentato il destino di molti emigranti. La musica popolare riproposta oggi pone diversi interrogativi, ma anche la necessità di trovare  soluzioni musicalmente adeguate per renderla piacevole e accattivante senza tramutarne i significati. Molte cose per essere tramandate hanno avuto bisogno di essere attualizzate. Ad esempio l’ottava rima ha retto alla dispersione grazie proprio all’innovazione tematica trovando negli argomenti di attualità politica e di costume il suo punto di forza e di vitalità. Un elemento da non sottovalutare è quello della diffusione attraverso i mezzi moderni che consentono di far fronte a molti tipi di richiesta rendendo facilmente reperibili i documenti. La cultura popolare pur affidandosi completamente all’oralità, è riuscita a difendere la propria identità di genere  “dal rischio di non esserci nel mondo” creando, come scriveva Ernesto De Martino, forme istituzionali atte a proteggere questa presenza (mi riferisco qui agli appuntamenti calendariali con le varie forme di rappresentazione). Forse l’anello più debole della tradizione è stato rappresentato proprio dai canti popolari (canti narrativi, ninne nanne, stornelli, serenate, rispetti amorosi e così via) che non aderendo alle scadenze del calendario folclorico sono risultati facilmente soggetti alla dispersione. Per fortuna ricercatori e appassionati cultori delle tradizioni, hanno fissato i documenti registrandoli su supporti magnetici, così si è contemporaneamente conservata la fonte originaria ed originale e si sono potute immettere sul mercato  le incisioni di molti gruppi e cantanti folk dando luogo ad un confronto, anche serrato, su ciò che si può fare con i canti popolari. Sono lì, figli di nessuno che ogni tanto qualcuno adotta e li “riveste”  e li “nutre” con qualcosa che li rigenera. Mi sembra sia  questo il proposito dei giovani di Vaiano che hanno realizzato il CD con grande rigore ed entusiasmo.  Un’ultima cosa da dire riguarda il libretto di presentazione dei pezzi eseguiti che mi sembra un buon modo di ragionare sulla musica popolare e di collocarla nel tempo e nello spazio con i suoi riferimenti bibliografici e la discografia dicendo degli innesti fatti sui singoli pezzi. È  un segno di serietà. (Corrado Barontini).

 

 

 

 

CORO DEGLI ETRUSCHI

La Maremma Incanta

Pegasus PG-001 (2001)

 

 

Questo nuovo C.D. del gruppo presenta 16 brani registrati dal vivo presso il podere Pioppini in località Poggio la Mozza, un libretto di 16 pagine con i testi dei canti, note esplicative e foto del gruppo grossetano, fondato nei primi anni ’70 dal poeta contadino Morbello Vergari  (Scomparso nel 1989). Il Coro degli Etruschi da oltre un quarto di secolo interpreta, attraverso la musica popolare del territorio maremmano, gli aspetti più vivi ed autentici del folclore toscano. Il primo motivo dell’aggregazione è stato quello di riproporre la tradizione del “maggio”,  canto augurale di primavera, che ancor oggi si presenta con le sue molteplici facce, ma che in quegli anni rischiava di scomparire completamente. Il Coro è divenuto pertanto uno dei rari esempi del folklore canoro che si lega direttamente al filone della tradizione popolare, mantenendo viva l’autenticità del tessuto culturale del mondo contadino ed operaio di questa terra, dell’impegno civile e democratico della sua gente. Dopo aver compiuto una ricerca sulle espressioni musicali della maremma grossetana, pubblicata nel libro “Canti popolari in Maremma” (a cura di Corrado Barontini, Morbello Vergari e Finisio Manfucci), dal 1974 ripropone in termini di spettacolo, un repertorio vasto di canti popolari, musica da ballo, poesie in vernacolo, mantenendo nella propria comunicazione il carattere tradizionale dei pezzi proposti. Si tratta di serenate, rispetti d’amore, stornelli, canti d’osteria, canzoni a contenuto sociale, canti narrativi, rappresentazioni del calendario contadino oltre a brani innovativi che rendono conto della forte radicalità della cultura tradizionale di questo territorio. Fisarmonica e chitarra classica insieme alla riproposta di strumenti antichi e desueti quali le nacchere, fanno da sfondo alla interpretazione dei pezzi musicali. Il gruppo che ha partecipato alle più importanti rassegne etnomusicali ed a trasmissioni televisive, si compone attualmente di una decina di elementi   La fisarmonica è suonata con particolare intensità e passione da Sandra Pieraccini che, oltre ad eseguire alcune suonate da ballo,  in alcuni brani ha realizzato gli abbellimenti musicali. In tutti i pezzi eseguiti è stata poi inserita la chitarra classica di Giorgio Sgherri che ha contribuito a dare una particolare fisionomia interpretativa alle incisioni musicali.